Raccolta firme per iniziativa popolare

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Data:

21 febbraio 2024

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Raccolta firme per iniziativa popolare

RACCOLTA FIRME REFERENDUM CGIL

NELLO SPECIFICO I QUATTRO QUESITI:

  1. CANCELLARE IL JOBS ACT – TORNARE ALL’ARTICOLO 18 PER TUTTI

Il decreto che si vuole abrogare è quello che ha escluso la possibilità per il lavoratore di essere reintegrato in caso di licenziamento illegittimo: ha diritto solo a un indennizzo che viene stabilito esclusivamente in base agli anni di servizio nell’azienda (elemento peraltro dichiarato incostituzionale dalla Consulta).
Il cosiddetto contratto a tutele crescenti ha dunque precarizzato il lavoro e tolto tutele al lavoratore: chiunque assunto dopo il 2015 (quindi per lo più i giovani), o chi ha cambiato lavoro successivamente, ha diritto a un mero risarcimento economico qualora un giudice stabilisca che un eventuale licenziamento sia stato immotivato.

  1. CANCELLARE IL TETTO MASSIMO ALL’INDENNIZZO IN CASO DI LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO NELLE AZIENDE PICCOLE E MEDIE

Con il secondo quesito siamo nell’ambito delle aziende al di sotto dei 15 dipendenti. Piccole e medie. Se un lavoratore viene licenziato, va dal giudice e dimostra che il suo è stato un licenziamento illegittimo, la legge (604 del 1966) prevede la riassunzione o l’indennizzo. Il referendum della Cgil chiede di abrogare le norma che mette un tetto massimo all’indennizzo che è di 6 mensilità, maggiorabile dal giudice fino a 10 mensilità per il lavoratore con anzianità superiore a 10 anni, e fino a 14 per quello con più di vent’anni. Alzare il tetto massimo può essere un deterrente ai licenziamenti illegittimi.

  1. CANCELLARE L’ABUSO DEL CONTRATTO A TERMINE

Il terzo quesito riguarda il contratto a termine e vuole intervenire sulle norme che ne hanno liberalizzato l’uso da parte delle aziende, fino al ricorso dilagante che se ne fa: basti dire che secondo l’Istat sono 3 milioni gli occupati a termine in Italia e sono impiegati in tutti i settori, nel privato come nel pubblico. Con il referendum si vuole abrogare le norma che consente di stipulare contratti a temine anche senza alcun motivo visto che, per definizione, un’azienda dovrebbe stipulare contratti a termine perché ha esigenze temporanee da soddisfare: sostituzioni maternità, picchi produttivi, stagionalità e così via. Oggi invece le imprese possono attivare per un anno, in forza di legge, questi contratti senza alcuna ragione verificabile e, trascorso l’anno senza vincoli di conferma.

  1. CANCELLARE LA DERESPONSABILIZZAZIONE DELLE AZIENDE COMMITTENTI NEL CICLO DEGLI APPALTI

Per il quarto quesito siamo nel campo degli appalti e in particolare della sicurezza negli appalti. Oggi se un’azienda dà in appalto un’attività ad un’altra e questa ad un’altra ancora, i committenti non sono responsabili in solido in caso di infortunio o di malattia professionale del lavoratore. Questo vuol dire che il lavoratore non può chiedere nessun risarcimento del danno alle imprese committenti. Il quesito vuole cancellare la norma che esclude questa responsabilità.
L’effetto della cancellazione sarebbe quello di rafforzare e ampliare la sicurezza sul lavoro, arginando la piaga degli infortuni mortali e di spingere i committenti a selezionare appaltatori adeguati.


RACCOLTA FIRME REFERENDUM LIBERTI IN VERITATE

RACCOLTA FIRME PER INIZIATIVA POPOLARE ai sensi dell'art. 71 della Costituzione della Repubblica Italiana, depositate presso la Corte di Cassazione in data 22 novembre 2023 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale n.274 del giorno 23 novembre 2023:

  • 1) DIRITTO ALL’ AUTOPRODUZIONE DEL CIBO 

"Nella costituzione della Repubblica Italiana, al Titolo III (Rapporti economici), all’articolo 44, si aggiunge il seguente terzo comma.: tutti i cittadini e i soggetti residenti nel territorio della Repubblica hanno il diritto assoluto e irrinunciabile di coltivare la terra e di allevare animali sul suolo di proprietà, senza scopo di lucro, per il soddisfacimento dei bisogni alimentari propri e della propria famiglia.”

  • 2) DIRITTO ALLA LIBERTA’ DI PAGAMENTO IN CONTANTI

"All’art. 1277 del codice civile (Debito di somma di danaro), si aggiunge il seguente Comma 3: L’estinzione delle obbligazioni pecuniarie può
sempre avvenire mediante pagamento in denaro contante”.

  • 3) STOP ALL’INDOTTRINAMENTO GENDER NELLE SCUOLE

"Nella costituzione della Repubblica Italiana, al Titolo II (Rapporti etico-sociali), all’Articolo 30 si aggiunge il seguente comma 2-bis: Le scelte relative all’educazione e all’istruzione dei figli minori in ambito religioso, morale, scientifico, sanitario, politico e affettivo-sessuale spettano in ultima istanza al padre e alla madre, i quali pertanto potranno sempre negare il proprio consenso all’insegnamento all’interno della struttura scolastica di teorie contrastanti con i loro principi e convinzioni morali”.

Per la sottoscrizione è possibile recarsi presso l'Ufficio Anagrafe MUNITI DI UN DOCUMENTO D'IDENTITA' durante gli orari di apertura. 


Ultimo aggiornamento

28/05/2024, 13:46

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